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Conclusione “Gruppo Sorelle” – 2026

Giugno 6, 2026

Sabato 6 giugno, si è svolto l’ultimo incontro di questa seconda edizione del “Gruppo Fratelli/Sorelle”

Sappiamo bene quanto sia importante in presenza di un Disturbo Alimentare prendersi cura dell’intera famiglia, che inevitabilmente ne viene travolta, ed è fondamentale  riuscire a trovare uno spazio adeguato non solo per i genitori, ma anche, e soprattutto per  i fratelli/sorelle di chi ha un DA.

Per molto tempo queste figlie, non hanno avuto il giusto ascolto, e la possibilità di poter esprimere quello che realmente sentivano e vivevano; per questo, l’associazione ha voluto creare uno spazio tutto per loro. 

La Presidente Patrizia Cappelletto, scrive: “Perché non esistono figli di serie B . Spesso ho pensato che nel percorso di cura in cui venne coinvolta la nostra famiglia quando, oltre 15 anni fa, affrontammo accanto a nostra figlia la malattia alimentare, durante i gruppi genitoriali ci veniva richiesto se le nostre fossero figlie uniche o avessero fratelli o sorelle, maggiori o minori. Poi però   nessuno di noi genitori chiedeva il perché di quelle domande , forse pensavamo che potessero servire ai curanti a fini informativi e statistici, per poter capire meglio l’ambiente familiare ed eventuali gelosie sviluppatesi in seno alla famiglia. Nello sconvolgimento totale della malattia, che ci aveva colto di sorpresa e totalmente impreparati come succede non di rado, pensavamo a “limitare i danni” per la figlia colpita dalla malattia, per  noi come genitori e come coppia, e tutt’al più a proteggere gli altri fratelli o sorelle, soprattutto  se di età inferiore a quella della figlia “malata”, talora tenendo loro nascosto il problema o addirittura, cercando di allontanarli da casa, trasformatasi in un tunnel buio,  per fare il loro bene;  oppure a  responsabilizzarli anche troppo, specie se maggiori. Ai loro segnali di disagio non abbiamo badato con attenzione, stanchi, sfiniti da quell’essere in trincea. Ho conosciuto mamme di figlie minorenni, ricoverate insieme alle figlie, che lasciavano a casa, con il padre ove possibile, o con i nonni, o altri parenti, altri figli, non dandosi neppure il permesso di pensare a loro perché sopraffatte da quell’essere in trincea. Quando si vive la malattia come “essere al fronte, in trincea” non si pensa a chi è nelle retrovie; ma le ferite, non solo quelle esteriori, ma quelle interiori, per non essersi sentiti pensati, visti, ascoltati, possono essere profonde e se non si trova il modo, il tempo, il coraggio di osservarle, possono creare danni difficili da riparare. Allora, dopo anni dalle nostre personali esperienze, quando abbiamo costituito l’Associazione, ci siamo dette più volte che l’Associazione dovesse organizzare dei gruppi di incontro per loro, perché in quelle crepe dell’anima, talora diventate inaccessibili per  i genitori, qualcuno dovesse provare a penetrare per portare sollievo, lenire la pena di essersi portati dietro per anni un fardello troppo grosso per spalle giovani e ancora fragili, dando loro il permesso di parlarne, di esprimere tutti i sentimenti e  le emozioni inespressi ; qualcuno che fosse esperto e specializzato sui disturbi alimentari, capace di unire competenza, professionalità, empatia, sensibilità. E quel “qualcuno” ha avuto subito un nome : Rossella Paolicchi, che coniugando tutte le sue capacità e abilità con la sua personalità unica  è riuscita, proprio come nell’arte del Kintsugi, a riparare con “l’oro” dell’attenzione, dell’ascolto, delle parole, le crepe, rendendo le ragazze,le giovani donne che hanno partecipato agli incontri, non più sorelle di, non più figlie di serie B come inconsapevolmente le abbiamo fatte sentire noi, ma ancora più preziose e luminose.”

Questa seconda edizione del gruppo, ha ulteriormente unito le partecipanti, che hanno voluto dimostrare alla Dott.ssa Paolicchi la loro gratitudine; GRATITUDINE  per essere riuscita con pazienza e dedizione a prendersi cura di loro; GRATITUDINE per avergli concesso uno spazio tutto loro in cui poter essere finalmente libere di esternare i propri pensieri senza sentirsi “sbagliate”.

RIFLESSIONI E RINGRAZIAMENTI DI CHI HA AVUTO L’OPPORTUNITA’ DI PARTECIPARE A QUESTA ATTIVITA’

“Un grande grazie Dott.ssa Paolicchi, per la sensibilità, la cura, l’attenzione e la presenza con cui ha accompagnato questo percorso importante. Grazie per averci fatto sentire viste, per aver trasformato il dolore causato dalla nostra invisibilità in una risorsa, rendendo più leggero ciò che troppo spesso è stato difficile da portare da sole. Che fortuna aver condiviso questo percorso con ragazze così speciali, autentiche, sensibili e preziose. Con l’augurio che questo spazio dedicatoci sia solo l’inizio di un futuro in cui lo spazio non ci venga più concesso, ma riconosciuto, nel quale nessuna debba più chiedersi se ha il diritto di esserci pienamente.   Francesca”

“Il gruppo sorelle è stato per me, da un anno a questa parte, uno spazio sicuro costruito sulla reciproca fiducia e profonda comprensione delle esperienze di vita passate e attuali di noi sorelle partecipanti.  Grazie soprattutto al prezioso aiuto della dott.ssa Paolicchi, sono riuscita ad aprirmi alle opinioni e alle storie delle altre, permettendomi di riflettere su di me e sulla mia storia in proiezione della crescita personale anche con l’aiuto dei consigli preziosi delle sorelle. Mi sento di raccomandare la partecipazione a chiunque abbia affrontato o stia affrontando situazioni familiari difficili, in modo da ritrovare una parte di sé e rendersi conto che non si è soli nel buio e che c’è sempre l’interruttore per una luce splendente pronta ad aspettarti. Laura”

“Questo percorso è stato per me molto più di una serie di incontri: è stato uno spazio sicuro in cui ho potuto lasciare andare un po’ del peso che portavo dentro e alleggerire l’anima. Confrontarmi con altre sorelle che, come me, hanno vissuto la sofferenza dei disturbi del comportamento alimentare in famiglia, mi ha fatto sentire accolta, capita e meno sola. È stato toccante riconoscersi nelle storie delle altre e trovare, proprio lì, forza e conforto. Porterò con me la consapevolezza che condividere il dolore lo rende più leggero. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la guida preziosa della dott.ssa Paolicchi, che ci ha accompagnate con sensibilità, cura e presenza, passo dopo passo. Porterò sempre nel cuore questo incredibile viaggio che abbiamo fatto incontro dopo incontro e le meravigliose ragazze che lo hanno affrontato insieme a me.  Silvia”

“Un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Paolicchi per aver saputo creare uno spazio di ascolto autentico, in cui mi sono sentita accolta e compresa. Grazie per aver dato voce a emozioni spesso rimaste in silenzio e per avermi insegnato il valore del sentirsi parte di qualcosa. Chiara”

Non potevano certo mancare i ringraziamenti di Annalisa a nome di tutti i genitori “Ho fortemente voluto questo spazio per le sorelle e ho sempre saputo che la Dott.ssa Paolicchi sarebbe stata perfetta per loro. Credo di poter parlare a nome di tanti genitori nel dire: Grazie dottoressa!  Grazie per essersi presa  cura di loro, come forse noi genitori non siamo stati in grado di fare. Grazie per averle accolte, capite e per essere riuscita a farle sentire “viste e importanti”   alleggerendo il fardello che  hanno dovuto portare per tanti anni. “Annalisa

 

 

 

 

 

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